Mouton d'Anou
- Il 22/02/2026
- In Camminare nudo
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Mouton d'Anou da Carros con le Alpi del sud innevate sullo sfondo e vista sulla Corsica
Eravamo in quattro al Broc per affrontare il freddo del primo mattino in una vallata ombreggiata. Faceva così freddo che alcuni hanno tirato fuori i muffin. Abbaiamenti non molto distanti e qualche colpo di fucile ci ricordano che la caccia non è ancora chiusa, piccole macchie arancioni fluorescenti sulla montagna compaiono poco a poco. Un cacciatore che caccia senza i suoi cani ci precisa la loro zona d'intervento: lontano dal nostro itinerario!
Fermi per una piccola pausa tecnica, due escursioniste ci superano e restano a portata di sguardo fino al bordo del sole; lì, molto logicamente, ne abbiamo approfittato per rimuovere i mufli.
La progressione fino alla cima è stata appena interrotta da moto che abbiamo avvistato in lontananza e un escursionista molto più silenzioso ma anche veloce che ci ha fatto fare un passo attento.
In cima, lo splendido panorama a 360 gradi rivela la Corsica che si può vedere solo in inverno, tutto il massiccio del Mercantour e più lontano ancora il golfo di Saint Tropez.
La discesa prosegue al sole senza incontrare nessuno se non un patou che fa il suo lavoro di patou abbattendo dal suo promontorio per chiederci di restare lontani. A meno di un chilometro dall'arrivo, le escursioniste del mattino ci superano di nuovo. Una bella passeggiata sotto il sole primaverile che fa un gran bene dopo queste settimane di pioggia.
La Pecora d'Anjou prende il nome da una vecchia leggenda. Anou, donna stupenda, la più ricca del villaggio e ancora nubile a 30 anni, possedeva un gregge sorvegliato da Trastor, un giovane pastore. Una bestia viene a mancare la sera al ritorno verso l'ovile, va alla sua ricerca e assiste a un fenomeno prodigioso: ad ogni passo che fa verso la bestia, questa raddoppia di volume, temendo un contagio al gregge si riparte e racconta la sua disavventura al villaggio. Increduli, questi tornano sul posto e constatano che un enorme montone bianco riposa dove non c'era una prateria erbosa, era il montone di Anou, vittima di questo prodigio.
Era buona l'erba degli alpeggi in quel periodo!!
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